giovedì, 26 aprile 2007, ore 18:08

è proprio vero..la pratica del blogging è davvero complessa: è fatta di scrittura, testo battuto su una tastiera e memorizzato - forse eternamente - su una piattaforma virtuale; è intrisa di tempo, della scrittura , della rilettura, della "visita" all'altro; vive e si alimenta grazie agli altri, ai loro commenti, al loro passaggio seguito da un contatore digitale...

ma perchè scriviamo di noi in rete? tovagliolini di un bar, muri, porte delle toilette, vetri appannati delle auto,  carrozzerie imporverate, fogli di riciclo, quaderni, diari con lucchetto, pagine di word, bacheche, specchi, ciondolini d'oro, abiti, mani ...sono infinite le possibilità, i contesti e i supporti su cui scrivere...allora perchè farlo proprio in rete...

azzardiamo una prima risposta...forse ci lasciamo andare in rete...di getto o svelandoci lentamente, per l'erotico piacere di esporci allo sguardo dell'altro, di presentarci a lui, o di auto presentarci a noi stessi, mostrando parti del nostro IO, opportunamente mascherate dietro al trucco perfetto e senza sbavature, sorprendentemente "liberate", timidamente riscoperte, bruscamente svelate...

e allora il blog diventa:

"uno specchio fatto di parole"...o una summa di "piccoli cammei di identità, costruiti per dettagli e scatti"....o ancora "il corredo emozionale della propria esistenza"....."un album di vita: istantanee di perfetta imperfezione"

ma è nell'altro, nel suo sguardo, che abbiamo bisogno di specchiarci e di mostrarci come nel più erotico degli streep teese...

 

alemika
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Commenti
#1   26 Aprile 2007 - 18:25
 
assolutamente si. Adesso dico una cosa blasfema ma credo che stiamo vivendo la sindrome da Anna Frank mixata con Bridget Jones.
Un misto di serioso per il futuro e di frivolo per il presente.
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#2   27 Aprile 2007 - 10:15
 
Forza, tutti nudi.
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#3   27 Aprile 2007 - 10:54
 
perchè scrivo di me.... innanzitutto perchè un giorno sarò famosissima e quindi sto facendo un favore immenso ai miei eredi lasciando materiale che potranno vendere ai musei dopo la mia dipartita.. ok mi sono esaltata... scherzi a parte, mi piace ricordarmi delle cose, sono una feticista del ricordo, sono gelosa del mio passato e ho paura che una pessima memoria possa rubarmelo. Lascio una traccia, così mi sento più sicura .... la chiamerei più sindrome di Hansel e Gretel
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#4   27 Aprile 2007 - 11:32
 
Proprio così, è difficile mostrarsi nudi (nell'anima!) anche ai nostri compagni/e ed allora postiamo sul blog, sicuri che dall'altra parte lo specchio riflette la stessa immagine speculare: un altro uomo/donna che vuole far sapere al mondo (ma soprattutto a se stesso) che esiste e non solo per sé ma anche per altri; che questi abbiano la pazienza di leggerlo e scopriranno tutto della vita sotterranea dell'individuo!
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#5   27 Aprile 2007 - 13:08
 
sono d'accordo! e oltre a queste cose, e' anche perche' siamo umani, abbiamo bisogno di condividere. di rendere partecipe qualcuno della nostra vita, delle nostre scoperte, dei nostri sentimenti. comunicare. e' qualcosa che fa parte del nostro essere, e comunicare "noi stessi" il piu' intimamente possibile e' un'esperienza tanto liberatrice, consolante, appagante, intrigante (proprio per lo "svelarsi" agli occhi di altri) che risulta difficile rinunciarci. La rete, poi, ci permette di aprirci paradossalmente di piu' di quanto non faremmo con un amico o una persona cara, perche' il timore/vergogna o altro di un giudizio altrui, non ci tocca.. in rete, sono persone "svelate" come noi, ma senza volto, e.. senza il nostro indirizzo :p ..
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#6   06 Maggio 2007 - 12:51
 
sono 4 giorni che provo a commentare questo post
e ogni volta vengo interrotta: o squilla il telefono, o qualcuno mi parla richiedendo attenzione.
ora ci riprovo!
uno streaptease dell'anima.
un mettere in mostra quello che di piu' amiamo e apprezziamo di noi stessi, un provare a istigare, provocare per avere una reazione, mostrarci per quanto di meglio crediamo di avere da mostrare.
scrivere, raccontare, scriverci, raccontarci. Liberi quando sappiamo di non poter essere riconosciuti - perche' l'anonimato rende lepersonepiu' temerarie nell'esporsi - un po piu' cauti, o un po piu' consciamente esibizionisti quando sappiamo che chi ci legge ci conosce, o ci puo' riconoscere.
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categoria : blog-grafie, io in rete