è proprio vero..la pratica del blogging è davvero complessa: è fatta di scrittura, testo battuto su una tastiera e memorizzato - forse eternamente - su una piattaforma virtuale; è intrisa di tempo, della scrittura , della rilettura, della "visita" all'altro; vive e si alimenta grazie agli altri, ai loro commenti, al loro passaggio seguito da un contatore digitale...
ma perchè scriviamo di noi in rete? tovagliolini di un bar, muri, porte delle toilette, vetri appannati delle auto, carrozzerie imporverate, fogli di riciclo, quaderni, diari con lucchetto, pagine di word, bacheche, specchi, ciondolini d'oro, abiti, mani ...sono infinite le possibilità, i contesti e i supporti su cui scrivere...allora perchè farlo proprio in rete...
azzardiamo una prima risposta...forse ci lasciamo andare in rete...di getto o svelandoci lentamente, per l'erotico piacere di esporci allo sguardo dell'altro, di presentarci a lui, o di auto presentarci a noi stessi, mostrando parti del nostro IO, opportunamente mascherate dietro al trucco perfetto e senza sbavature, sorprendentemente "liberate", timidamente riscoperte, bruscamente svelate...
e allora il blog diventa:
"uno specchio fatto di parole"...o una summa di "piccoli cammei di identità, costruiti per dettagli e scatti"....o ancora "il corredo emozionale della propria esistenza"....."un album di vita: istantanee di perfetta imperfezione"
ma è nell'altro, nel suo sguardo, che abbiamo bisogno di specchiarci e di mostrarci come nel più erotico degli streep teese...
